[ ma ]



In questa mansarda, come se il tempo non fosse (mai) passato. Qui dentro, in effetti, non passa mai.
Negli anni e nei suoi numerosi cambiamenti, questo posto è sempre lo stesso: io sono sempre lo stesso qua dentro.

Accendo l'aria, metto un po' di musica, individuo con lo sguardo tutti i capi, sparsi per terra, che dovrò rimettere in valigia lunedì. Mi fa fatica pensarci: odio partire. Ma odio anche restare.
Reduce da una serata tranquilla-mediocre di pizza, caldo, passeggiata, incontri. L'ideale commiato dalla mia città che non vuole che mi manchi troppo.
Un dimenticabile arrivederci alla prossima volta.

Sono in quello stato annoiato da tutto e tutti. A seconda di come la prendi sì, a volte la vita è noiosa, la gente è noiosa. Quando siamo stanchi o non abbiamo niente da dire forse dovremmo evitare di vederci. Avere l'onestà di rimanere a casa a lasciare evaporare i pensieri negativi o inutili, a riposare i muscoli, ad aspettare che nuovi argomenti crescano.
Forse ci sono da qualche parte persone divertite e divertenti tutto il tempo. Nel mio piccolo faccio il possibile per riempire gli spazi incompleti con cose interessanti. Ma anche il vuoto è un elemento d'arredo.

Mi viene in mente la definizione di ma, letta in non so più quale libro tanti anni fa.
Il ma è lo spazio tra le cose, ma non è inteso come spazio incompleto: è quella pausa che fa sì che le cose siano intervallate secondo un ordine. Il ma è lo spazio fra le pietre per attraversare un fiume, fra i mobili ordinati in una stanza, l'intervallo fra le note di una melodia.

Ecco: penso di trovarmi nel mezzo di un ma. Quello spazio vuoto, necessario, funzionale e perfetto.




utente anonimo scrive:

a me la efrie sono quasi finite…cerco di farVI vedere cosa ho potuto ammirare in guadalupa e magari guardo anche con malinconia:
http://www.youcandid.com/video/3faa9ba730cd70f06fe69d2f54e5fc23/