[ Mi mancano le parole ]



Oggi ho sognato il blog di Renata.
No, non Renata: proprio il suo blog.  Chissà perché – forse dalla finestra aperta è arrivato un odore che in un momento di irripetibile combinazione di molecole di chissà dove mi ha ricordato incenso misto gatto.

Mi manca quel periodo della mia vita in cui ero circondato dalle parole.
Dai racconti, dai post, dalle letture in casa. Il blog di Renata, timido e un po' segreto. I racconti di Betty. Le chiacchierate con Vania e le brevi epifanie di Navia. Smilla, Roberto, Paolocchia, Liv, Uggiosa, Ice, Fenicio, Suzie… Gavoi. Il jazzabuglio.

È il periodo più lungo che ho passato lontano dalla mia città. Dai miei amici. Alcuni di loro non li sento da tanto tempo.
Immagino che è un processo normale: passi un anno in un'altra città e anche se la tecnologia ti offre qualsiasi mezzo per rimanere in contatto le cose cambiano. Ma erano già cambiate.

Mi sono svegliato dal sogno e ho cercato Superpatty. È ancora lì, a differenza di Naviamente, Roberto, Paolocchia, Camosmilla che sono scomparsi chissà dove. Come i mattoncini lego di personaggi e case che si sono dispersi e rimescolati nell'universo. Nulla si è distrutto veramente ma nulla è come prima.

Mi domando per la prima volta veramente se i legami rimangono intatti, nonostante la distanza, il non sentirsi.
Ho un po' paura a riavvolgere il filo; paura di tirare e trovarmi un capo tra le mani.