Cambia l'orario ed è sufficiente un'ora in più di luce per far fiorire le voglie nascoste di una città.
Scendo che la temperatura è appena più alta di una settimana fa e il centro è pieno di gente. Negli angoli del mio quartiere ragazzi seduti sul marciapiede, ancora con la sciarpa, il gelataio in piazzetta ha riaperto la serranda, la signora che mette il tavolino sotto un porticato e legge le carte ai turisti.
C'è freddino ma ci sarà luce ancora per molte ore e penso che ho tempo per fare tutto quello che voglio.
Devo solo decidere dove voglio che questa giornata mi porti; un colpo di metro, un bar che non conoscevo, qualche sms, una libreria, stare sdraiato a casa con la finestra del soppalco che da alla piazza e sentire il concerto di tazze, cucchiaini e flash di macchine fotografiche.
E domani metro, lavoro, pausa pranzo, però con un profumo diverso nell'aria, che ora riconosco. È sensibilmente diverso.